Giancarlo Vitali alla Biennale. Venezia
26/05/11 12:56 Archiviato in:Exhibitions /
Mostre
Si
intitola
DUEMILAUNDICI
l'opera che Giancarlo Vitali
presenta alla 54a. Esposizione Internazionale d'Arte
Biennale di Venezia
DUEMILAUNDICI
dipinto in forzatura prospettica
è un olio su tela
(50x145 cm)
accolto in uno spazio non connotato
dove la luce diventa chiave di lettura
di una dimensione sacra e nel contempo priva di "Assoluto"
La motivazione di Andrea Vitali
Lo scrittore che ha segnalato l'artista.
L’immortalità non esiste, ne siamo tutti ben consci.
Un surrogato di raffinata concezione a questo sogno dell’uomo,
tanto ambizioso quanto irrealizzabile, è la memoria, territorio chiaroscuro di gioie e dolori, tribunale, confessionale, a volte comodo materasso.
Gli artisti lo sanno, Giancarlo Vitali lo sa, lo sanno coloro che guardano i suoi dipinti, lo so io che li ho guardati, li guardo, li guarderò.
L’opera di Giancarlo Vitali è un bosco dentro il quale crescono gli alberi che possono o devono farlo, un “ arboreto salvatico “ dominato da una volontà confidente in sé e immune da richiami di sirene: verso il suo spazio celeste si levano a volte i primaverili canti dei volatili e altre invece un lugubre lamento notturno. La memoria credo sia il fine di ogni artista, il sacrificio di sé, l’offerta al consesso umano, la mappa che indica il sentiero per non perdersi.
È la fede nel bello che vince la sfida, il pudore del buono, dell’amare silenziosamente e soffrire.
La memoria è un chiodo, quel chiodo.
Infisso tra risate e dipinto invece con una profonda nostalgia:
perché il bello e il buono non sono mai morti, bisogna volerli cercare e trovare, avere memoria del sentiero di quel bosco dentro il quale il silenzio regna, a tutto beneficio dei nostri sogni di immortalità.
Installazione a cura dell'architetto Alexander Bellman, Studio C14.
UFFICIO STAMPA
Veronique Enderlin
+39 340 8525313
Cinquesensi
+39 0583 316509
DUEMILAUNDICI
l'opera che Giancarlo Vitali
presenta alla 54a. Esposizione Internazionale d'Arte
Biennale di Venezia
DUEMILAUNDICI
dipinto in forzatura prospettica
è un olio su tela
(50x145 cm)
accolto in uno spazio non connotato
dove la luce diventa chiave di lettura
di una dimensione sacra e nel contempo priva di "Assoluto"
La motivazione di Andrea Vitali
Lo scrittore che ha segnalato l'artista.
L’immortalità non esiste, ne siamo tutti ben consci.
Un surrogato di raffinata concezione a questo sogno dell’uomo,
tanto ambizioso quanto irrealizzabile, è la memoria, territorio chiaroscuro di gioie e dolori, tribunale, confessionale, a volte comodo materasso.
Gli artisti lo sanno, Giancarlo Vitali lo sa, lo sanno coloro che guardano i suoi dipinti, lo so io che li ho guardati, li guardo, li guarderò.
L’opera di Giancarlo Vitali è un bosco dentro il quale crescono gli alberi che possono o devono farlo, un “ arboreto salvatico “ dominato da una volontà confidente in sé e immune da richiami di sirene: verso il suo spazio celeste si levano a volte i primaverili canti dei volatili e altre invece un lugubre lamento notturno. La memoria credo sia il fine di ogni artista, il sacrificio di sé, l’offerta al consesso umano, la mappa che indica il sentiero per non perdersi.
È la fede nel bello che vince la sfida, il pudore del buono, dell’amare silenziosamente e soffrire.
La memoria è un chiodo, quel chiodo.
Infisso tra risate e dipinto invece con una profonda nostalgia:
perché il bello e il buono non sono mai morti, bisogna volerli cercare e trovare, avere memoria del sentiero di quel bosco dentro il quale il silenzio regna, a tutto beneficio dei nostri sogni di immortalità.
Installazione a cura dell'architetto Alexander Bellman, Studio C14.
UFFICIO STAMPA
Veronique Enderlin
+39 340 8525313
Cinquesensi
+39 0583 316509
