Giancarlo Vitali: la vita e le opere

biografia

 

GIANCARLO VITALI . Bellano (Lecco), 29 novembre 1929.

Nasce a Bellano, sul Lago di Como il 29 novembre 1929. Inizia a dipingere a quindici anni, dopo un periodo di lavoro all’Istituto d’Arti grafiche di Bergamo.
Nel 1983 Giovanni Testori, dopo aver visto per caso la riproduzione di un suo dipinto, gli fa visita. Da questo incontro scaturisce un rapporto di reciproca stima e di amicizia. L’anno successivo Testori gli dedica un articolo sulla terza pagina del “Corriere della Sera” e organizza a Milano quella che si può considerare la prima personale.

Da quel momento espone in molte sedi pubbliche e private, pubblica numerosi cataloghi e cartelle di incisioni.

 

Ogni quadro di Vitali esprime la meraviglia.

Vitali vive in un tempo tutto suo. Ha compagni ideali Goya e Velàzquez, Rembrandt e tanta pittura del Seicento lombardo. È popolano come può esserlo il Romanino di Pisogne, il Lotto di Trescore.

Carlo Bertelli, Ritratti di polli, carne, rose e girasoli. Motta, 2008

 

L’universalità di Vitali risiede nel suo saper essere locale; gli anticorpi maturati dentro questa sua terra gli permettono un disincanto etico rispetto alle contraddizioni proprie dell’uomo di oggi, nello smarrimento esistenziale che stiamo vivendo agli albori di questo nuovo secolo.

Mario BottaRitratti di polli, carne, rose e girasoli. Motta, 2008

 

In Vitali, o nel Bellanasco, tutto, ma proprio tutto, è “ritratto”. Dizione assai più giusta di quanto non sarebbe quella che recitasse come tutto, in lui, “ritratto”, lo diventi.
Quella del Vitali è un’ironia che, se mai, tutti, a modo suo, intende assolverci. E intende assolverci, tramite la sola carità che compete a un pittore: quella del pittorico e materico splendore.

Giovanni Testori, La Famiglia dei Ritratti. Electa,1987

 

Personaggi e situazioni dell’animo, in transito verso luoghi ignoti, sorpresi dalla luce abbagliante dell’arte. Non la luce fluorescente dei tubi al neon dei video games, ma quella che, come dice un verso di Montale, “candisce uomini e cose in un’eternità d’istante”.

Antonio Tabucchi, Istanti di Eternità. El Pais.Il Corriere della Sera, 1999

 

Solo la pittura riesce a fissarne gli istanti più intensi, una pittura sommessa o urlata che possiede la forza interiore della poesia di uno sguardo che afferra la realtà per riportarla sulla tela senza lasciar scappare la fragranza dell’attimo.

Ludovico Pratesi, Lunario Minimo. DeAgostini Rizzoli, 2000

 

Vitali corteggia la materia e in essa si immerge con euforia, esaltazione, ebbrezza anche nel soggetto più macabro, rivitalizzando i modelli di Chain Soutine e di Willy Varlin.

Vittorio Sgarbi, Natura morta contemporanea. Fabbri Editore, 1988

 

Certo, è innegabile: Vitali è pittore di pittura (...) Viene sì dalle cose dipinte d'altri, così importanti in particolare quelle di longhiana ascendenza dei pittori di realtà lombarda, eppure è anche, la sua, pittura istintiva, naturale, alla 'prima': davvero senz'altri confronti e confini e connubi.

Marco Vallora, Ritratti di polli, carne, rose e girasoli. Motta, 2008 

 

 

 

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