Giancarlo Vitali: rassegna stampa

Il giornale

02/08/2018

Il giornale

«COSÌ DIPINGEVA VITALI. MIO PAPÀ E MIO MAESTRO»

L'artista Velasco racconta il pittore scomparso
«Mi insegnò il mestiere e io lo spinsi al successo»

Nel suo saggio intitolato «Il complesso di Telemaco», lo studioso Massimo Recalcati identifica tra i grandi mali della società contemporanea la scomparsa della figura del padre come testimonianza e simbolo di quel «processo dell'ereditare» indispensabile al figlio per una sana relazione col mondo. Ma le eccezioni, per fortuna, esistono. Una la racconta Velasco Vitali, pittore lombardo di fama nazionale, che ha da pochi giorni dato l'ultimo addio a un padre la cui presenza ha inciso indelebilmente nel suo Dna non solo filiale ma anche artistico.
(continua)

allegato: Il Giornale_02.08.2018.pdf

La Provincia

28/07/2018

La Provincia

ULTIMO SALUTO A VITALI «LA SUA UMILTÀ SEGNO DI GRANDEZZA»

Il funerale. A Bellano le esequie del grande pittore. L’omaggio del paese in una lunga processione. La figlia «Grazie”angeli” per quegli ultimi giorni a casa»

Il paese di Bellano ha salutato, per l’ultima volta, il suo grande pittore. Ieri mattina, già dalle 9 il feretro di Giancarlo Vitali era esposto nella chiesa parrocchiale. Al centro della navata la bara di legno chiarissimo portava come unico abbellimento un mazzo di girasoli, un fiore simbolo per il nostro pittore, che ne ha dipinti tanti con la forza abbagliante delle sue ricche pennellate. E dalle 9 sino alle 11, ora in cui è iniziato il rito funebre, è stata una continua processione dei tanti che lo hanno voluto salutare e probabilmente ringraziare per aver declinato la bellezza nelle sue opere e per averlo fatto con così grande discrezione. Un viavai pieno di emozione e di affetto, che si è stretto intorno alla moglie Germana, ai figli Sara, Paola e Velasco, al fratello Danilo.
Ieri, insomma, oltre ai parenti più stretti, c’erano i tantissimi amici e conoscenti che hanno voluto essere vicini a questo grande uomo ancora una volta. Una bella dimostrazione di vicinanza, che lui, il Giancarlo Vitali, avrà sicura- mente considerato esagerata. Ed anche nell’aldilà avrà scosso la testa e fatto spallucce, mentre si fumava una delle sue Parisienne, che là dove si trova ora sono rigorosamente senza filtro.
(continua)

allegato: La Provincia_28.07.2018.pdf

Il giorno

27/07/2018

Il giorno

ADDIO A VITALI PITTORE SOLITARIO 

«Si è spento tra le sue tele»

Nel paradiso dei pittori, dove, se c’è, certo gli hanno riservato un posto d’onore, ora ha l’eternità del tempo per dipingere. Uno dei suoi tre grandi amori, la pittura, insieme alla famiglia e alla sua Bellano, il paese sul lago di Como dove era nato nel 1929, fra i pescatori, dove aveva sempre vissuto, aveva ininterrottamente lavorato e dove ieri si è spento: Giancarlo Vitali, il grande vecchio dei pennelli, ultimo eroe di un’arte vissuta in una elegante solitudine, nella sua casa di via Tommaso Grossi.
(continua)

allegato: Il Giorno_27.07.2018.pdf

La Provincia

27/07/2018

La Provincia

LO SPETTACOLO DI NOI NELL'ARTE DI VITALI

Dicono di lui, finalmente, che era un genio. Ma senza saperlo. Ebbene, non è proprio esatto. Giancarlo Vitali sapeva di essere un pittore, cioè di essere capace di esprimersi attraverso i mezzi che l’arte del creare immagini consente, attraverso varie tecniche, dal disegno al dipinto ad olio all’incisione. Niente acrilici o smalti o materiali spuri, che si deteriorano fino alla sparizione. Pittura della tradizione, la sua, destinata a durare. Controcorrente. E per tutta la vita si è dedicato soltanto a quello, con una costanza che considerava l’impegno di ogni ora della giornata (nel pomeriggio o di notte, preferibilmente) il solo modo di essere vivo, significa di aver piena coscienza di sé. 
E di credere a quanto si produce, al punto di non cercare nemmeno di pubblicizzarlo. Diceva che un giorno o l'altro, qualcuno se ne sarebbe accorto. È avvenuto. Dopo l'entusiastica presentazione di Testori, non sono mancate altre occasioni di farsi conoscere. Alla fine, quando ormai non aveva più le forze per dar lena alla sua vocazione, ci hanno pensato i figli: Velasco, che ha ripercorso in quattro mostre a Milano le fasi del suo cammino di artista confrontandosi direttamente con lui in un rapporto non solo affettivo ma professionale, e Sara, che ha prodotto una serie di volumi coinvolgendo uno scrittore quasi di famiglia come Andrea Vitali per togliere dai cassetti di casa tutti gli innumerevoli fogli colmi di figure lasciati lì per anni e anni, e trasformarli in illustrazioni.
(continua)

allegato: La Provincia_27.07.2018.pdf

Corriere della Sera

26/07/2018

Corriere della Sera

GIANCARLO VITALI, GENIO INVOLONTARIO

Maestri. Si è spento a 88 anni, nella sua casa di Bellano (Lecco), uno dei grandi irregolari del mondo.

Talento purissimo, scoperto per caso da Testori, la pittura tra sofferenza e ironia.

Se n'è andato ieri pomeriggio, mentre il sole cominciava a calare sulle acque del suo lago. Giancarlo Vitali si è spento nel sonno a 88 anni nella sua casa di Bellano, proprio sotto il suo studio ricolmo di dipinti e da cui non si è mosso per tutta la vita: è sempre stato ancorato alla sua natura schiva e in qualche modo solitaria e anche per questo ha speso la sua vita di pittore nella narrazione del suo microcosmo che diventava grazie alla sua pittura un universo aperto, carico di messaggio universale, quello della vita autentica, semplice e che lui sapeva raccontare con una potenza pittorica straordinaria, rapidissima e fluida, talvolta densa di una ironia malinconica, ma sempre avvincente, inaspettata.
(continua)

allegato: Corriere della Sera_26.07.2018.pdf

Io Donna

09/09/2017

Io Donna

IL LATO ARTISTICO DELLA ROUTINE

Sono ordinario, abitudinario. Nel mio lavoro ho sempre avuto bisogno di regole, di disciplina. Ho capito nel tempo che quella è la condizione che mi consente di dipingere in totale libertà.
La mattina l’ho sempre persa a rimettere in fila le ideee a leggere i giornali, seduto alla scrivania dello studio. Negli anni più fecondi, lavoravo fino a notte inoltrata e le prime ore del giorno mi servivano per riprendere fiato. Poi il pranzo con tutta la famiglia. Soltanto nel secondo pomeriggio riuscivo a carburare. Per mia fortuna lavorare e vivere hanno sempre coinciso.
Oggi, l’unica differenza rispetto al passato è che non tutte le giornate sono uguali. Mi può capitare che lavori solo di notte, sognando, ma la vita scorre ancora con quella regolarità che agli altri può sembrare monotona e persino ossessiva. Ora i quotidiani li leggo durante la notte sull’iPad, pranzo seduto allo stesso posto da quando nel ’68 ci siamo trasferiti in questa casa e, se non le avessero tolte dal commercio, continuerei a fumare le stesse sigarette, salgo due volte al giorno la scala a chiocciola che mi porta in studio. Ho sempre accanto la stessa moglie. Per settant’anni ho sempre e solo dipinto. Si potrebbe dire che ho disegnato e inciso per riposarmi.
(continua)

allegato: Io Donna_09.09.2017.pdf

La Provincia

01/09/2017

La Provincia

LA VIA DI GREENAWAY NEL MONDO DI VITALI

La mostra. Visita approfondita a “Mortality with Vitali”, l’allestimento a Casa del Manzoni curato dal regista inglese. L’antologica dedicata al pittore di Bellano arricchita da un’esperienza multisensoriale molto coinvolgente

L’ambiente in penombra, in sottofondo il rumore scrosciante dell’acqua e sui tavoli una serie di barattoli di vetro con le acque di fiumi, laghi e torrenti del territorio comasco, mentre appese alle pareti la pittura densa di Giancarlo Vitali trasmette i colori e gli umori di Bellano e della sua natura di foglie umide e muschiose. È in questo modo che ha inizio il percorso della mostra che il regista Peter Greenaway ha voluto creare per interpretare l’opera del pittore di Bellano. Un’esperienza invasiva e multisensoriale che coinvolge il visitatore in un viaggio nello spazio raccolto e nel tempo antico della piccola comunità del lago in cui Vitali è vissuto e ha lavorato. Questo microcosmo, di facce, personaggi, abiti, tovaglie imbandite a festa e tavoli da macellaio, insieme all’odore di incenso della sagrestia, ai colori vivaci e cupi degli abiti talari che scandiscono i periodi dell’anno liturgico e insieme quello della pesca e delle coltivazioni, è il pretesto per affrontare il tema dei temi: il mistero della vita e della morte. “Mortality with Vitali”, è appunto, il titolo della mostra.
(continua)

allegato: La Provincia_01.09.2017.pdf

Art Style

01/09/2017

Art Style

GIANCARLO VITALI, L'UOMO DEL LAGO

Prima antologica di sett’anni d’arte per il pittore di Bellano

Le onde del Lago di Como da sempre cingono di un dolce, ma implacabile assedio Bellano – borgo di pescatori sulla sponda orientale lariana – facendo del luogo un microcosmo che nell’acqua trova alimento e che verso l’acqua convoglia le sue energie fisiche e spirituali. Nel caso dell’artista Giancarlo Vitali – definito da Vittorio Sgarbi “l’ultimo pittore” -, che qui è nato nel 1929, e vive, questo coinvolgimento intimo con la natura lacustre, e con gli esseri umani e animali che le appartengono, è divenuto cifra intellettuale e, nel contempo, fonte d’inesauribile ispirazione per il suo pennello e il suo bulino. Oggi Milano gli dedica un omaggio importante con la grande antologica “Giancarlo Vitali. Time Out”, aperta fino al 24 settembre prossimo. Curata dal figlio Velasco Vitali, la mostra, ricca di oltre quattrocento opere, si articola in quattro differenti sedi espositive: Palazzo Reale (200 dipinti di Vitali in dieci sezioni tematiche cui si aggiungono un salotto di lettura e una sala dedicata a chi influì sulla sua formazione artistica – da de Chirico a de Pisis, da Carrà a Pirandello); il Castello Sforzesco (il corpus grafico, con installazione di Velasco); il Museo Civico di Storia Naturale (una selezione di opere ispirate a rocce e fossili, dedicata al celebre naturalista Antonio Stoppani); la Casa del Manzoni, con allestimenti vari a cura di Peter Greenaway.
(continua)

allegato: ArtStyle_09.2017.pdf

F

30/08/2017

F

UNA VITA SULLA TELA: 4 MUSEI CELEBRANO IL MAESTRO INTROVERSO

Non deve essere stato facile convincere Giancarlo Vitali a lasciarsi celebrare. A 87 anni, il riottoso artista ha lasciato la severa casa studio affacciata sul lago di Como per accompagnare a Milano la sua prima antologica: Giancarlo Vitali. Time Out, così l’ha intitolata il figlio Velasco, che ne è anche il curatore. Una mostra complessa, costruita con le opere di una vita del maestro di Bellano e spalmata in ben quattro sedi espositive: Palazzo Reale, che ospita il corpus dei dipinti; il Castello Sforzesco, dove sono esposte 150 incisioni; il Museo di Storia Naturale, con opera dedicate ai fossili e ai reperti geologici, e la Casa del Manzoni, dove è allestito un progetto ideato dallo scrittore Andrea Vitali (di Bellano anche lui, ma non parente) sul tema della malattia e della morte, con tele dedicate alla natura e alla sofferenza.
(continua)

allegato: F_30.08.2017.pdf

AD

23/08/2017

AD

PICCOLO GRANDE MONDO

A Milano il pittore Giancarlo Vitali è protagonista di un grande progetto espositivo in più sedi (Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, Casa del Manzoni) che raccontano ognuna la poetica del maestro da un punto di vista differente. Con la complicità di un figlio pittore e di un grande regista

Time out, ovvero gioco fermo. Nelle 4 sedi di Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Casa del Manzoni (con l'allestimento del regista Peter Greenaway) e Museo di Storia Naturale di Milano fino al 24 settembre sono esposte le opere di Giancarlo Vitali, ottantasettenne di Bellano, figlio di pescatori che per oltre 70 anni ha ininterrottamente dipinto («C'è voluto molto tempo, anni, perché potessi accettare di essere un pittore, una sorta di privilegiato»), in un viaggio che parte dai primi quadri degli anni Quaranta, già apprezzati da Carlo Carrà, passando per le opere degli anni '80 e '90, esaltate da Giovanni Testori, fino all'ultima produzione. "Giancarlo Vitali. Time Out" è curato da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo e artista egli stesso. Non a caso la grande retrospettiva di Palazzo Reale è chiusa da un doppio dipinto su tavola di Velasco, un Ritratto del padre Giancarlo e un Autoritratto. «La scommessa nel curare una mostra su mio padre è stata quella di riuscire a raccontare anche quello che io penso della pittura.
(continua)

allegato: AD_23.08.2017.pdf

Domenica. Il Sole 24 ore

20/08/2017

Domenica. Il Sole 24 ore

LA RUVIDA PITTURA DI VITALI

È il figlio Velasco, eccellente artista a sua volta, ad aver curato la mostra che Milano dedica a Giancarlo Vitali, pittore che va verso i 90 e personaggio ruvido, del tutto allergico alle celebrazioni. Da anni, infatti, vive per sua scelta in una sorta di esilio eremitico nella casa di Bellano, sul Lago di Como (sponda lecchese, quella manzoniana) dove lavora caparbiamente con colori, spatole, pennelli, insofferente a mode, correnti, tendenze, e fedele solo alla sua passione per la pittura-pittura.
(continua)

allegato: Domenica. Il Sole 24 ore_20.08.2017.pdf

La Provincia

20/08/2017

La Provincia

VITALI E L'ARTE CHE SA ISPIRARE IL CINEMA

Lo studio di almeno ottomila anni di pittura sarebbe un enorme vantaggio per i soli 120 di cinema I quadri dell’artista ladano ricchi di oggetti da usare e non solo da guardare, di caricature senza veleno

Sembra che nel Nord Italia ci siano molte persone chiamate Vitali – fotografi, compositori, scrittori, artisti, editori – ma non avevo mai sentito quel cognome in relazione a un solitario e anziano pittore, che vive sul Lago di Como, il cui nome è Giancarlo. Il figlio di Giancarlo, Velasco, a sua volta pittore, mi scrisse per dirmi che suo padre stava per essere celebrato a Milano, dopo anni di silenzio quasi virtuale e probabilmente volontario, il che costituisce un enigma adeguato a un mondo dove tutti sembrano lottare per avere attenzione. Sarei stato curioso di darci un’occhiata?
(continua)

L'approfondimento: Tre mostre e un regista

allegato: La Provincia_20.08.2017.pdf

Wall Strett International

17/08/2017

Wall Strett International

TIME OUT. GIANCARLO VITALI "CONDANNATO" ALLA PITTURA

Giancarlo Vitali ha aspettato che lo trovassero. L’hanno trovato. Lui è sempre stato lì, bellissimo, con una moglie bellissima, sulla sponda orientale del Lago di Como senza mai alzare il telefono per chiamare un critico, per farsi notare. Ai suoi bambini, quando erano bambini, diceva: “Io sono un pittore e, prima o poi, qualcuno se ne accorgerà”.
Decenni dopo, quei rari visitatori casuali, i più sono numerosi e tutt’altro che casuali, della mostra antologica Time out dedicata all’artista di Bellano e sparsa su Milano (Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Casa del Manzoni, con un’installazione del regista Peter Greenaway, Museo di Storia naturale, fino al 24 settembre, a cura di Velasco Vitali), si vergognano di non averlo conosciuto prima.
(continua)

allegato: Wall Street International_17.08.2017.pdf

Il Cittadino

12/08/2017

Il Cittadino

PETER GREENAWAY "ALLOGGIA" VITALI A CASA DEL MANZONI

Uno dei lati più illuminanti del quadrilatero semi-antologico di “Time Out”, la mostra inventata da Velasco Vitali per il padre Giancarlo, ha sede in Casa Manzoni, la prestigiosa dimora milanese dell’autore de “I promessi sposi” che da qualche tempo, rinnovatasi sia come sede degli studi dedicati allo scrittore lombardo sia per aver aperto non solo le proprie memorabilia, ma per aver reso ospitali i propri ambienti a esposizioni di opere altrui. In tal senso Peter Greenaway deve aver considerato la magione di Manzoni quale luogo sul quale sovrapporre e montare la propria idea di curatela di mostra: nel caso specifico, “Mortality with Vitali. Father and Son” (questo l’enigmistico titolo dato all’installazione da Greenaway) ristruttura sia in senso biografico sia intellettuale e storico Casa del Manzoni, facendola diventare una sorta di Casa della Memoria vitaliana, senza rinunciare alle consuete modalità di montaggio stratificato che, per chi conosce i film del regista inglese e in particolare la sua ultima produzione, rappresentano una sorta di risposta a una presunta “morte del cinema”, ma non delle immagini.
(continua)

allegato: Il Cittadino_12.08.2017.pdf

Class

09/08/2017

Class

COSÌ RILEGGO SETT'ANNI DI PITTURA IN TUTTA L'OPERA DI MIO PADRE

Con la mostra su Giancarlo Vitali, ho voluto raccontare la sua visione poetica e il suo essere pittore rileggendo in modo critico, il suo percorso artistico

«Per la prima volta mi ritrovo a curare una mostra su mio padre, considerando la sua opera come un mondo unico, una geografia spaziale e temporale, un time out dalla realtà che si dilata nella pittura. La relazione pittore-pittore e padre-figlio non è unidirezionale. Senza girare troppo intorno alle mie radici, posso affermare che l’influenza paterna ha certamente condizionato il mio apprendistato oltre che il mio imprinting.
(continua)

allegato: Class_09.08.2017.pdf

Il Cittadino

05/08/2017

Il Cittadino

GIANCARLO VITALI, TIMIDEZZA DA SCOPRIRE

Se non conoscete l’artista Giancarlo Vitali, classe ’29, natali e atelier a Bellano, sulla sponda lecchese del lago di Como, prendetevi del tempo. Milano finalmente omaggia questo maestro del Novecento con una mostra complessa, curata da Velasco Vitali, che di Giancarlo è figlio e che ha seguito le orme del padre nel mondo dell’arte (celebri le sue statue di cani e sculture di grandi dimensioni). Il “timido” Vitali non occupa solo infatti un solo spazio espositivo, ma addirittura quattro: tutto il primo piano di Palazzo Reale, la sala Viscontea e l’Achille Bertarelli al Castello Sforzesco, alcune stanze del museo di Storia Naturale e – novità, tra le novità – uno dei luoghi-simbolo della cultura milanese: la Casa del Manzoni di via Morone.
(continua)

allegato: Il Cittadino_05.08.2017.pdf

Il Giornale

01/08/2017

Il Giornale

GIANCARLO VITALI, UN'EPOPEA POPOLARE A COLPI DI PENNELLATE DI REALTÀ

Una bella antologica dedicata al nostro più grande pittore figurativo vivente

Se fosse nato solo qualche chilometro più a nord, giusto qualche chilometro più a nord, giusto oltre il confine svizzero che da Bellano (sponda orientale del lago di Como) dista poco, la fama lo precederebbe e anche le quotazioni nelle aste avrebbero esiti diversi. Sarebbe David Hockney o Lopez Garda, e non semplicemente Giancarlo Vitali, classe 1929, il più importante pittore italiano vivente. Provinciali all’eccesso, nell’adesione alla modernità, abbiamo buttato via un secolo di grande arte nel nome delle mode e dell’ideologia. Basterebbe recarsi a Palazzo Reale a Milano, dove si confrontano fianco a fianco il campione del concettualismo, Vincenzo Agnetti (1926-1981), e appunto, in una esposizione epocale, il suo quasi coetaneo Giancarlo Vitali – Time out, fino al 24 settembre – per comprendere chi dei due è più contemporaneo, come appaiono spesso fané le trovate del primo rispetto alla solida pittura del secondo. Inciso: non pensiamo che Vitali si rammarichi di non aver avuto ancora quel successo che merita, lo si vede da come ha insistito a dipingere tutta la vita, in un corpo a corpo con la realtà, fregandosene del resto con la testardaggine di arrivare sempre un poco più vicini a quello che si intendeva dire o raffigurare.
(continua)

allegato: Il Giornale_01.08.2017.pdf

La Provincia

30/07/2017

La Provincia

FORME DEL TEMPO E OCCHI D'ARTISTA

Nell'ambito del grande evento milanese dedicato a Giancarlo Vitali
spazio anche per le sue reinterpretazioni dei fossili di Stoppani

Il Museo di Storia Naturale di Milano è una delle quattro sedi in cui si svolge la mostra “Time Out”, che vede protagonista Giancarlo Vitali. Il curatore dell’intero progetto, Velasco Vitali, ha voluto raccogliere in questa sede il nucleo espositivo “Le forme del tempo”, realizzato da Giancarlo Vitali a partire dal 1991, anno in cu si celebrava il centenario della morte dell’abate Antonio Stoppani.
A dominare la mostra al Museo di Storia Naturale è un grande dipinto raffigurante il Resegone e poi ancora gli straordinari fossili delle collezioni di Paleontologia, che Giancarlo Vitali riprende e reinterpreta. Le opere dell’artista di Bellano trovano ideale dimora in quel Museo di cui Antonio Stoppani fu direttore dal 1882 al 1891, e contribuiscono a ridare lustro alla figura spesso trascurata dell’abate. Non bisogna, infatti, dimenticare che un’opera come “Il Bel Paese”, uscito per la prima volta nel 1873, divenne un vero e proprio best seller, come diremmo oggi, tanto da contendere il primato ad altre due opere celeberrime come il “Pinocchio” (1883) di Collodi e “Cuore” (1888) di De Amicis.
(continua)

allegato: La Provincia di Lecco_30.07.17.pdf

Giornale di Lecco

10/07/2017

Giornale di Lecco

UN "BELLANASCO" A PALAZZO REALE

L'omaggio dell'arte a Giancarlo Vitali e alle sue figure «fuori dal coro».
Fino al 24 settembre Milano dedica all'artista lariano una grande mostra su quattro sedi "Time Out" è il titolo del progetto, che richiama il tempo sospeso della sua pittura, figure famigliari e comuni descritte da un pennello che affascinò persino Giovanni Testori.

L'aveva scoperto quasi per caso, Giovanni Testori. Quell'artista «figlio di pescatori», dal pennello rapido e sintetico, attento alla figura umana, famigliare, che aveva suggellato un mondo intimo fatto di amici, contadini, artigiani e scene comuni. Ma che di lì a poco avrebbe anche «reso arte» figure come animali macellati, carni e tori squartati. Giancarlo Vitali era il «bellanasco» per lo scrittore novatese, che nell'83 gli dedicò niente meno che un elzeviro sul Corriere della Sera, e fu forse la svolta artistica del pittore nato in alto Lario nel '29 e oggi consacrato da un grande allestimento nella casa della cultura per eccellenza di Milano, Palazzo Reale. Fino al 24 settembre ben 200 opere saranno esposte nella sede artistica milanese, in un progetto ben più ampio che si orchestra su altre tre sedi del capoluogo lombardo: Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale e Casa del Manzoni.
(continua)

allegato: Giornale di Lecco_10.7.2017.pdf

La Provincia

10/07/2017

La Provincia

GIANCARLO, MOSTRA CHE FERMA IL TEMPO

Ci fu un tempo in cui questi uomini erano vivi, queste donne belle e desiderabili, questi fiori freschi e profumati, queste tavole apparecchiate, queste pance affamate, queste galline stupide come vuole la tradizione, questi letti d'ospedale ancora vuoti ma forse, chissà, già prenotati. A pensar bene però ci potrebbe già essere un errore in questo attacco, principalmente nell'uso del tempo verbale. Da un tempo all'altro, perché così fluisce il tempo, quello ineffabile, dilemmatico, cammina senza sosta, dentro o fuori di noi, nessuno sa con precisione.

Circola come sangue nelle vene e nelle stanze in cui si dipana Time out, la mostra di Giancarlo Vitali che presidierà Milano fino al tardo settembre. E si dovrebbe scrivere mostre, poiché sono quattro le sezioni in cui si articola. Questione di numerologia. Se da una parte tre sarebbe il numero perfetto a simboleggiare una certa idea di divino, quattro, sia detto senza ingiuria, lo è ancora di più quando distingue le stagioni della vita consone a quelle che, ormai si dice, non esistono più. Gioca così il tempo in quelle sale, senza tenere in conto di orologi o altre diavolerie costrette a definirlo, ma presentandosi per quello che è, una percezione dell'anima in cui, per sua precisa volontà, si mette a nostra disposizione, liberandoci dal senso di impotenza che diuturnamente abbiamo nei suoi confronti.
(continua)

allegato: La Provincia_10.7.2017.pdf

Il Giornale

09/07/2017

Il Giornale

I MONDI RITRATTI DA VITALI IL MAESTRO DI BELLANO CHE PIACEVA A TESTORI

Da Palazzo Reale al Castello, un omaggio all’artista che fu ammirato anche da Carrà

Sorprende la mostra-omaggio a Giancarlo Vitali. Sorprende perché è la prima grande antologica dedicata al «maestro di Bellano», una delle firme del 900 lombardo. Sorprende perché – come di rado accade – è il figlio Velasco, anche lui artista, ad aver progettato il tutto. Sorprende infine perché il ‘timido’ Vitali (senior) non occupa solo uno spazio espositivo, ma addirittura quattro: tutto il primo piano di Palazzo Reale, la sala Viscontea e l’Achille Bertarelli al Castello Sforzesco, alcune stanze del museo di Storia Naturale e – novità, tra le novità – uno dei luoghi-simbolo della cultura milanese: la Casa del Manzoni di via Morone. Chicca finale: l’allestimento in quest’ultima sede è curato dal noto regista inglese Peter Greenway.
(continua)

L'intervento: L'arte e la morte. Installazione di Greenaway a Casa Manzoni (allegato)

allegato: Il Giornale_9.7.2017.pdf

Avvenire

06/07/2017

Avvenire

L'ANTOLOGIA DI VITALI IN MOSTRA IN 4 SEDI

Milano ospita i dipinti dell'artista

Molto più di una semplice mostra d'arte. "Giancarlo Vitali. Time Out", il progetto culturale partito ieri in quattro diverse prestigiose sedi della città è un unicum nel suo genere. Palazzo Reale, il Castello Sforzesco, il Museo di Storia Naturale, Casa del Manzoni offrono ai visitatori un percorso espostivo itinerante che diventa un tutt'uno con Milano e che obbliga a fare tappa nei suoi centri culturali più significativi.
In mostra, suddivisi per aree tematiche, ci sono i settantanni di attività artistica del grande maestro del Novecento italiano, la cui poetica è vista con gli occhi dell'artista che probabilmente lo conosce meglio di chiunque altro. A curare il progetto promosso dall'assessorato alla cultura del Comune di Milano, in collaborazione con le quattro sedi culturali che lo ospitano e con gli archivi che raccolgono le opere di Giancarlo Vitali, è infatti Velasco Vitali, figlio di pittore di Bellano (Lecco) e artista egli stesso.
(continua)

allegato: Avvenire_6.7.2017.pdf

Il Giorno

05/07/2017

Il Giorno

GIANCARLO VITALI. UN PITTORE, 4 MOSTRE

È francamente raro che un assessore, sia pure alla Cultura, presentando una mostra di un pittore evochi un poeta che non sia l'immarcescibile Manzoni. Lode dunque a Filippo Del Como per la citazione di De André: "... per chi viaggia in direzione ostinata e contraria... per consegnare alla morte una goccia di splendore, di umanità, di verità...". Citazione perfetta, valida per l'artista e per la sua esposizione: Giancarlo Vitali e "Time Out". Dice di sé Vitali: "Per essere davvero se stessi è meglio rimanere nel proprio brodo, senza badare ai padroni del cosiddetto sistema". E dice della sua mostra, e del dipinto che la riassume: "Un quadro che ho iniziato nel 1951 e che poi ho tenuto da parte. Una lunga pausa, "time out", appunto". Una mostra, "Time out", sino al 24 settembre, che in realtà sono quattro mostre a comporre il progetto curato da Velasco, figlio di Giancarlo, anche lui artista. La "regina", come si conviene", a Palazzo Reale: un'antologica di duecento opere, scandite per temi: i tori squartati che ricordano le crocefissioni proprio di Testori, gli echi, ma forse è meglio dire i rimandi a De Chirico e Sironi, ma anche a Rembrandt e Goya, i quadri "lacustri", di una scuola lombarda tutta personale.
(continua)

allegato: Il Giorno_5.7.2017.pdf

La Provincia

05/07/2017

La Provincia

TUTTO GIANCARLO VITALI. MAESTRO DEL TEMPO SOSPESO

La mostra. Da oggi a Milano "Time Out", esposizione in quattro sedi curata dal figlio Velasco che esplora a fondo l'opera del pittore bellanese

«Bellanasco» così amava chiamarlo Giovanni Testori. E lui della sua Bellano ha trasmesso la vita, la poesia, la quotidianità degli anonimi e l'ha resa immortale. Milano dedica, da oggi fino al 24 settembre, una vasta retrospettiva all'artista del lago: "Giancarlo Vitali. Time Out" a cura di Velasco Vitali, il figlio, anch'egli pittore. Quattro sedi espositive, un lungo viaggio che coinvolge la città per raccontare, per la prima volta in maniera esaustiva, la sua potente arte.
(continua)

L'intervista a Velasco Vitali: «Ho guardato nella vita di mio padre» (allegato)
Sintesi: Un canto per l'"Ultimo pittore". In arrivo il catalogo di Skira (allegato)

allegato: La Provincia_5.7.2017.pdf

Il Corriere della Sera

04/07/2017

Il Corriere della Sera

VITALI E CREATIVI

Vitali, artista senza confini. Mostre in quattro musei e l'omaggio di Greenaway.

Palazzo Reale, Casa del Manzoni, Museo di Storia Naturale, Castello Sforzesco. S'inaugurano oggi quattro esposizioni che ripercorrono l'iter creativo di Giancarlo Vitali, pittore scoperto da Giovanni Testori. In mostra quadri, disegni e un'installazione di Peter Greenaway.

«Nacque Vitali, figlio di pescatori...». È il 22 agosto 1984 e così scrive Giovanni Testori sul "Corriere della Sera". Un articolo dedicato a un artista ignoto, Giancarlo Vitali, classe 1929, scoperto quasi per caso. Per lo scrittore è l'entusiasmo di una rivelazione, per il pittore la svolta: su di lui per la prima volta si accendono i riflettori, anche se dipinge, autodidatta, dalla metà degli anni 40. Tratto rapido e sintetico, segno potente e istintivo, materia cromatica ricca e densa. A questo maestro schivo, nato e vissuto a Bellano sul lago di Como, Milano attribuisce il dovuto riconoscimento: inaugurano stasera quattro mostre a lui dedicate, per ripercorrere il suo ricco iter creativo. Il progetto, a cura del figlio di Vitali, Velasco, anch'egli artista, si intitola «Time out», gioco fermo. Perché la pittura è un tempo sospeso, nel momento in cui ci si misura con la tela bianca. E perché Giancarlo si è sempre tenuto fuori dal coro, indifferente al mercato e alle mode.
(continua)

allegato: Corriere della Sera_4.7.2017.pdf

Avvenire

04/07/2017

Avvenire

GIANCARLO VITALI. IL VENTO DEL COLORE

Giancarlo Vitali è "l'ultimo dei pittori". Così lo definisce Vittorio Sgarbi, e non perché non ce ne siano (di pittori), ma perché la sua arte non è filtrata dalle alterne vicende del Novecento o mediata da citazionismi più o meno colti e opportuni.
Vitali, ottantasette primavere, vive da sempre la sua arte con grande libertà, ben radicato tra le Prealpi e il lago di Como, in quel piccolo mondo antico che è Bellano. Delle radici di questo spicchio di Eden, Vitali ha fatto vita e arte. Il pittore lombardo va controcorrente: non cerca la novità per la novità, non si lascia incasellare in un movimento, non grida e neppure "gioca" con l'arte. La sua poetica nasce dalla fedeltà al luogo che gli ha dato i natali e alla sua gente. L'amore per la pittura l'ha portato e lo porta avanti nel suo studio, al terzo piano della casa sul lungolago, là dove l'arte è cresciuta insieme alla sua famiglia, in una «laica clausura» (come scriveva Giovanni Testori).
(continua)

allegato: Avvenire_4.7.2017.pdf

La Provincia

04/07/2017

La Provincia

L'OMAGGIO A GIANCARLO VITALI. A MILANO SI SVELA IL TIME OUT

Si apre domani l'esposizione, curata dal figlio Velasco, dedicata all'artista bellanese. È allestita in più sedi: Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Casa Manzoni e Museo di Storia Naturale.

Si apre domani a Milano la grande mostra "Giancarlo Vitali. Time Out", che il Comune di Milano dedica al grande artista bellanese. Curata da Velasco, figlio di Giancarlo, la mostra coinvolge quattro sedi espositive milanesi: Palazzo Reale, Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale, Casa Manzoni. Un grandissimo omaggio, come si può capire, alla pittura e all'incisione di un artista che la nostra città ha accompagnato per più di trent'anni con mostre di notevole prestigio.
Come tutti ormai sanno, la svolta alla carriera di Giancarlo Vitali avvenne grazie all'incontro con Giovanni Testori, che gli dedicò un articolo intenso sul Corriere della Sera nel 1984. La prima personale di Giancarlo Vitali venne allestita nel 1985 alla Compagnia del Disegno a Milano, ma nello stesso anno, alla Galleria Altair Nuova di Oreste Bellinzona, in Via Mascari a Lecco, fu presentata la cartella di incisioni dal titolo "Il mio museo quotidiano" con introduzione di Giovanni Testori.
(continua)

allegato: La Provincia_4.7.2017.pdf

Tg3 Lombardia

04/07/2017

Tg3 Lombardia

GIANCARLO VITALI. TIME OUT

puntata del 04.07.2017 delle 19,30 (al minuto 16'19)

Corriere della Sera | La Lettura

02/07/2017

Corriere della Sera | La Lettura

E IL FIGLIO GENERÒ IL PADRE. VITALI CELEBRA VITALI

Genealogie. Velasco cura una mostra molto speciale a Milano, un evento straordinario distribuito su quattro sedi espositive per celebrare le opere e il lavoro del papà Giancarlo. Ma chi è davvero questo personaggio completamente atipico, 88 anni, una vita quasi solitaria immersa nell'arte? Ecco che cosa scrisse di lui Giovanni Testori: «Una pittura sontuosa e trionfante di sughi, succili, rapine cromatiche, carnali ascendenze, debordante difiumidi rose, di peonie e di sangue»

«Intanto, perché dovrei ammazzarlo? Il padre, s'intende. La richiesta è perentoria, del resto. "Devi uccidere il padre. Punto". Un must, come dicono quelli che sanno le lingue e la sanno lunga. Sulla psicoanalisi. E sulla paternità». Velasco Vitali, pittore e scultore, autore tra i più riconosciuti e apprezzati dell'arte italiana, si confessa così, parlando con ironia, ma anche con voce autentica, della sua tensione professionale (ed emotiva) nell'affrontare una nuova avventura artistica che lo vede, stavolta, nel ruolo di curatore. Curatore però di una mostra speciale: quella di Giancarlo. Suo padre.
(continua)

allegato: La Lettura_2.7.2017.pdf

Corriere della Sera | La Lettura

02/07/2017

Corriere della Sera | La Lettura

IL DIALOGO CON MANZONI IN CASA SUA. CHE STUPORE
di Peter Greenaway

Andai a vedere i quadri di Giancarlo Vitali nello studio di suo figlio a Milano, con Velasco che faceva commenti, osservazioni e considerazioni. Mi parlò di suo padre con affetto, sorridendo. Disse che i suoi dipinti erano figurativi e «fuori moda». Sembravano indifferenti agli stili della pittura contemporanea, ai loro tropi, ossessioni, fascinazioni, dogmi, sensibilità. Fui colpito dal fatto che Giancarlo Vitali non sembrasse interessato alla propria celebrazione e nutrisse poco interesse per l'esposizione milanese dei suoi lavori. Era proprio così? Scoprii che aveva praticamente smesso di dipingere, che non voleva più ricominciare, che aveva più di 80 anni e che viveva ancora sulle rive del lago di Como. Sono sempre stato incuriosito dagli artisti che, si dice, hanno rinunciato a tutto ciò che li aveva profondamente appagati per tutta la loro vita e che, dopo l'insolita decisione di smettere, hanno continuato a vivere molti anni senza più praticare la propria arte — direi che Velàzquez, Shakespeare e Duchamp appartengono a questa categoria.
(continua)

allegato: La Lettura_Peter Greenaway_2.7.2017.pdf

Bell'Italia

01/07/2017

Bell'Italia

VIAGGIO IN UN BORGO D'AUTORE

[...] Il fascino di Bellano però sta anche in questo: siamo in uno dei punti più belli del versante orientale del lago di Como, un palco sul Lario con vista privilegiata sulla sponda di Menaggio. Eppure non c'è traccia di negozietti di souvenir, di baracchini aperti 24 ore, di ristoranti con foto di improbabili piatti tipici. Nei bar s'incontra soprattutto la gente del posto, quella che rive quotidianamente il paese, che conosce tutti per nome, che si ferma per un caffè o per una chiacchiera, in un lento susseguirsi di sorrisi, saluti e scambi di battute. Volti, scorci, sguardi, espressioni che si ritrovano nei dipinti del maestro Giancarlo Vitali, pittore di Bellano di fama internazionale, legato allo scrittore Andrea non solo dal cognome (molto comune in paese) ma anche da una grande e lunga amicizia. Ed è proprio attraverso i pennelli di Giancarlo Vitali - celebrato a Milano da quattro mostre in più sedi - che scopriamo angoli, monumenti, suggestioni, personaggi di questo lembo appartato di Lario. Il paese è stato ed è ancora una musa per l'artista, che dalla finestra del suo studio lo respira, lo scruta, lo esamina. 
(continua)

allegato: Bell\'Italia_7.2017.pdf

Arte

01/07/2017

Arte

GIANCARLO VITALI, UN TOUR IN CITTÀ PER L'ANTOLOGICA

Padre e figlio artisti affiancati in un progetto espositivo con più sedi che ha il suo fulcro a Palazzo Reale a Milano. L'occasione è la prima antologica di Giancarlo Vitali, il padre (Bellano, 1929), a cura di Velasco, il figlio. A Palazzo Reale 188 dipinti e 11 disegni dagli anni Quaranta agli ultimi inediti, tra i quali i ritratti che catturarono l'attenzione di Carlo Carra e poi quella del critico Giovanni Testori, che promosse il suo lavoro dagli anni Ottanta. Tra questi, Toto Colombo, 1953, Franco il falegname, 1975, e la Dama dei gatti, 1985. In mostra anche il ciclo delle nature morte, emblematiche della poetica dell'artista fatta di riti familiari e scene quotidiane, come Il banchetto, 2002, Ancora carne, 1991, Rose appassite, 1995, e Macello, 1991. Al Castello sforzesco 150 incisioni, introdotte da un'installazione di Velasco. Al Museo di storia naturale lavori sul tema dei fossili, realizzati da Giancarlo nel 1991 per ricordare l'abate Antonio Stoppani, geologo e direttore del museo dal 1882 al 1891. Il tour milanese arriva fino a Casa Manzoni, dove viene proposto un ciclo che prende spunto da un manoscritto dello storico Antonio Balbiani che racconta gli ultimi giorni di vita dello scrittore.

allegato: Arte_7.2017.pdf

Io Donna

01/07/2017

Io Donna

GIANCARLO VITALI CELEBRATO IN TUTTA LA CITTÀ

Il figlio Velasco, a sua volta artista, cura la mostra del padre, imporante esponente del Novecento italiano. Accade in Giancarlo Vitali. Time Out, corposa antologica che, con 188 dipinti e 12 disegni, riassume la lunga carriera - dagli anni Quaranta fino a fine Novanta - dell' "ultimo pittore" (nato nel 1929 a Bellano, sulle rive del lago di Como), come era definito dalla critica. Ma l'omaggio coinvolge l'intera città: al Castello Sforzesco si parla di Vitali incisore, partendo da un'installazione firmata da Velasco che precede 150 fogli; al Museo di Storia Naturale c'è un focus dedicato alle Forme del tempo, con un gruppo di opere del maestro realizzate nel 1991: a Casa Manzoni trovano spazio i disegni sul tema della malattia dei primi anni 2000.

allegato: Io Donna_7.2017.pdf

La Repubblica

01/07/2017

La Repubblica

UNA VITA DA PITTORE

I muri della sua casa a Bellano, affacciata sul ramo manzoniano del lago di Como, sono rimasti vuoti. I girasoli, il cuoco, l'imbianchino, il ciabattino, la dama dei gatti e il farmacista Pirola sono partiti per Milano. Cosa appenderà alle pareti adesso? «Nulla, le lascio bianche. Mi rilassano. Mi serviva una pausa» dice fissando fuori dei vetri un orizzonte liquido, come un Ulisse naufragato nella pittura. "Time Out" si intitola infatti la mostra antologica che Milano dedica da martedì a Giancarlo Vitali, un gigante dell'arte italiana votata all'immagine, al racconto, ai fatti dell'esistenza. Ottantotto anni a novembre, è pronto a tirare le somme della sua esperienza, riassunta da un percorso monumentale. Oltre 200 opere su varie sedi, messe in fila dal figlio Velasco (anche lui pittore famoso) fra Palazzo Reale, Castello, Museo di Storia Naturale e Casa del Manzoni.
(continua)

allegato: La Repubblica_1.7.2017.pdf

Il Venerdì di Repubblica

30/06/2017

Il Venerdì di Repubblica

MANZONI È UNA NOIA PAZZESCA

Peter Greenaway ha scelto la casa milanese del grande scrittore per la sua installazione sul tema della mortalità.
Stanco del cinema? “Macché. Sono io l’ultimo regista”.

Milano. Risuona in letteratura come l’urlo fantozziano liberato nel cineforum esausto, e lo pronuncia uno che a Eisenstein, il regista della Corazzata Potemkin, nel 2015 aveva pure dedicato un film entusiasta: « I Promessi Sposi sono una noia pazzesca!». Manzoni ha sempre diviso i banchi d’Italia, Peter Greenaway invece lo ha letto per lavoro solo di recente e pare che si sia scaldato molto quando gli hanno detto che qualcuno lo paragona ad altri grandi della letteratura ottocentesca: «Balzac? Siete matti?».
E sì che Greenaway, autore difilm come Il ventre dell’architetto o Il cuoco, il ladro, sua moglie e l’amante, ha una passione per il Rinascimento e il Barocco, e ai capolavori dei maestri italiani, che l’hanno sempre ispirato nella composizione delle pellicole, ha dedicato anche fortunate video-installazioni. Lo scrittore Manzoni invece non gli va giù. E però lo incuriosisce l’uomo Manzoni. Soprattutto da morto. «Non è sorprendente che la stanza dove è spirato sia ancora intatta?».
(continua)

allegato: Il Venerdì di Repubblica_30.6.17.pdf

Tutto Milano

29/06/2017

Tutto Milano

LA PITTURA DI VITALI CARNALE E FRAGILE

Amato da Testori, il maestro di Bellano protagonista dell’antologica Time Out in diversi sedi curata dal figlio Velasco.

“L’ultimo dei pittori”, lo ha definito spesso la critica d’arte. Perché Giancarlo Vitali è uno di quei maestri della vecchia guardia che ha sempre difeso il linguaggio tradizionale della pittura d’immagine. Fatta di materia e colore. Di “cenere e volti”, come avrebbe detto Giovanni Testori parlando di pittura del Novecento, carnale e fragile. Nato a Bellano nel 1929, Vitali ha iniziato a dipingere giovanissimo insegne di legno per i negozi del paese. Tempo pochi anni, è sbocciata la vocazione per storie feriali, il destino dei vinti e l’epopea degli umili sullo sfondo di una provincia lacustre.
(continua)

allegato: Tutto Milano_29.6.17.pdf

Tg3 Lombardia

29/06/2017

Tg3 Lombardia

MILANO, IN 4 SEDI LA MOSTRA DI VITALI

puntata del 29.06.17 delle 19,30 (al minuto 17'50)

Vivi Milano

28/06/2017

Vivi Milano

LE MILLE FACCE DELLA PITTURA DI VITALI

Nel segno della pittura, in un percorso che da oltre settant'anni assorbe le energie creative di Giancarlo Vitali (Bellano, 1929). Con coerenza, sia nei riferimenti a grandi maestri del passato, come Goya, Rembrandt, Velàsquez, che in dialogo, con Carrà, De Chirico e De Pisis; nelle sperimentazioni e nelle interpretazioni di temi classici quali ritratto e natura morta, risolti in modo sempre originale, con tratti realistici e introspettivi, o nelle pennellate più materiche ed espressioniste. Una grande mostra, curata dal figlio Velasco (a sua volta artista affermato), presenta in quattro sedi espositive l'opera completa di Vitali. Un omaggio che vede in esposizione a Palazzo Reale oltre 200 opere; mentre al Castello Sforzesco sono in mostra 150 incisioni e al Museo di Storia Naturale è allestita la serie “Le forme del tempo”, dedicate a fossili e minerali. E infine alla Casa del Manzoni, il regista Peter Greenaway inscena “Mortality with Vitali”, una Wunderkammer dedicata alla vita e alla morte.

allegato: ViviMilano_28.7.17.pdf

Avvenire | I luoghi dell'infinito

27/06/2017

Avvenire | I luoghi dell'infinito

VITALI, L'UNIVERSO SUL LAGO

Una grande antologica a Milano per il pittore silenzioso scoperto da Testori

Giancarlo Vitali è un uomo radicato. Radicato nella sua terra, terra di vette, le Prealpi, e di orizzonti d'acqua e di cielo, il lago di Como. In quel piccolo mondo antico che è Bellano le radici sono strade e case e soprattutto relazioni: la famiglia, le amicizie, ma anche gli incontri di un momento fatti di rapidi saluti e sguardi silenti. Delle radici di questo spicchio di Eden, dove il tempo passa sempre uguale, nel ciclo delle stagioni e in quello delle generazioni, Giancarlo Vitali ha fatto vita e arte. Quasi un contraltare a questo nostro presente, dove il movimento sembra sradicare il mondo in un vortice e rimescolamento di uomini e di cose, dove il dramma dei migranti diventa l'icona tragica e sfigurata dell'ingiustizia e di un travaglio violento. Ed è proprio in questo nostro presente che le radici non sono un lusso o un retaggio del passato, ma l'unica possibilità di vita - e di arte - autentica. Giancarlo Vitali, con le sue ottantasette primavere, va controcorrente: non cerca la novità per la novità, non si lascia incasellare in un movimento, non grida e neppure "gioca"con l'arte.
(continua)

allegato: Avvenire. I luoghi dell\'Infinito_7.17.pdf

Il Giorno

25/06/2017

Il Giorno

IL "PITTORE DEL LAGO" ARRIVA A PALAZZO REALE

Dal 5 luglio l'antologica di Giancarlo Vitali

Ha atteso tanto, troppo, Milano per presentare degnamente uno dei maestri lombardi del Novecento: Giancarlo Vitali. Ma ora, dal 5 luglio al 24 settembre, rimedierà con una grande "mostra diffusa": quattro sedi. Castello Sforzesco: nella sala Viscontea centocinquanta incisioni, introdotte da un'installazione di Velasco, figlio di Giancarlo, anche lui artista di valore. Museo di Storia Naturale: un "focus" su "Le forme del tempo". Casa Manzoni; una "wunderkammer" firmata dal celebre Peter Greenaway. E infine la maxi-antologica di 200 opere...
(continua)

allegato: Il Giorno_25.6.17.pdf

Dove

23/06/2017

Dove

UN GIARDINO NEL MUSEO

La Gam inaugura un bistrot-serra, con specialità siciliane.
Da Palazzo Reale alla Fondazione Prada, le mostre dell’estate. Al cinema in Galleria.

[…] Inaugura il 5, a Palazzo Reale, Giancarlo Vitali. Time Out. Curata da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo e artista egli stesso, ripercorre la carriera del padre attraverso 200 opere, con una sezione, al Castello Sforzesco, dedicata alle incisioni (p.za del Duomo 12, palazzorealemilano.it. Fino al 24/9).

 

allegato: Dove_23.6.17.pdf

La Cucina Italiana

23/06/2017

La Cucina Italiana

dal 5 luglio | Milano TIME OUT

Fino al 24 di settembre è di scena a Palazzo Reale e in altre due sedi una ricca antologica dell'opera di Giancarlo Vitali. Nato nel 1929, attivo dagli anni '40, Vitali viene scoperto nel 1983 dal critico Giovanni Testori che gli dedica un pezzo sul Corriere della Sera. Da quel momento critica e pubblico iniziano ad apprezzare la vivida inquietudine espressionista della sua pittura attratta spesso anche da temi legati al cibo e al suo consumo.
www.giancarlovitali.com

allegato: La Cucina Italiana_23.6.17.pdf

Panorama.it

22/06/2017

Panorama.it

GIANCARLO VITALI IN MOSTRA A PALAZZO REALE

Dal 5 luglio al 24 settembre 2017, un progetto espositivo in più sedi che ha il suo cuore a Milano, con la prima antologica dell'artista contemporaneo

Guarda la gallery delle opere.

Curata da Velasco Vitali, figlio di Giancarlo e artista egli stesso, la mostra “Giancarlo Vitali. Time Out” coinvolge quattro sedi espositive milanesi, a ciascuna delle quali spetta il compito di raccontare la poetica dell'artista da un punto di vista differente, attraverso dipinti, disegni, incisioni e un’installazione.
(continua)

allegato: Panorama.it_22.6.17.pdf

Tutto Milano

22/06/2017

Tutto Milano

LA BELLA ESTATE IN COMPAGNIA DI VITALI E AGNETTI

Torna l’estate, torna il palinsesto delle mostre dedicate ai maestri milanesi del secondo Novecento. Palazzo reale ne lancia due in tandem. Il primo è un omaggio dovuto ad un grande nome di quella “pittura-pittura”, realista e tragica, amata e sostenuta da Giovanni Testori. Giancarlo Vitali (1929), creatore di miti quotidiani nei ritmi stanchi delle coste lacustri, è protagonista dell’antologia “Time Out” divisa (dal 5 luglio) fra Castello Sforzesco, Museo di Storia Naturale e Casa del Manzoni (dal titolo “Mortality with Vitali” con allestimento di Peter Greenaway). Curata dal figlio Velasco Vitali a sua volta artista, espone dipinti, disegni, incisioni. […]

allegato: Tutto Milano_22.6.17.pdf

La provincia

15/06/2017

La provincia

"GREENAWAY SULLA LINEA LOMBARDA DI NOI VITALI"

Velasco illustra l’imminente mostra milanese dedicata al padre Giancarlo. Coinvolto nell’allestimento anche il prestigioso regista inglese. “Calerà sulle opere uno sguardo tutto nuovo”.

Il prossimo 5 luglio si alzerà il sipario sulla mostra che Milano dedica a Giancarlo Vitali. Quattro sedi prestigiose, centinaia di opere, un percorso dentro la storia di Milano che si sovrappone alla storia tutta bellanese di Giancarlo Vitali.
È sicuramente uno degli avvenimenti culturali di prestigio di questa estate, a cui si è aggiunto un altro contributo di rilievo, quello del regista Peter Greenaway.
A curare tutto il progetto è stato Velasco, il figlio di Giancarlo, con cui abbiamo voluto approfondire alcuni temi legati alla mostra “Giancarlo Vitali. Time Out“.
(continua)

Salva

Salva

Salva

Salva

allegato: La Provincia_15.6.17.pdf

Icon

11/05/2017

Icon

RITRATTO DI FAMIGLIA

Il pittore Velasco Vitali mette in mostra le opere del padre, Giancarlo. E lo racconta a Icon in un viaggio psico-artistico.

«Il quadro che chiude la mostra è una tavola. La usavo come sostegno per le mie tele e la utilizzai per dipingere il ritratto di mio padre. Il supporto della pittura per ritrarre un pittore. Tempo dopo, sul retro di quella stessa tavola, dipinsi il mio autoritratto. Credo sia una sintesi del dialogo che esiste tra me e lui e, al tempo stesso, un indizio possibile per chi guarda». Un indizio, altroché.
Velasco Vitali ha l’espressione di chi attraversa una tensione da sala parto. Amore e dolore come passaggio necessario. È lui a curare la grande mostra antologica che si inaugura a Palazzo Reale di Milano il 5 luglio. Protagonista: Giancarlo Vitali, grande pittore lombardo, finalmente raccontato davvero e nel profondo. Il titolo Time Out indica gioco fermo, una sospensione per immaginare, accogliere e rivedere un tempo di lavoro lungo 70 anni. Con tre mostre dislocate attorno all’antologica (i fossili al Museo di Storia Naturale, le incisioni nella Sala Viscontea del Castello Sforzesco; la malattia a Casa Manzoni). Sì, ma qui, come da indizio, appunto, abbiamo a disposizione un viaggio sovrapposto, più complesso. Una storia multistrato, densa. Giancarlo è del 1929 (29 novembre); Velasco è del 1960 (25 agosto). Non sono semplicemente padre e figlio.
(continua)

allegato: Icon_11.5.17.pdf

La Gazzetta dello Sport

19/01/2017

La Gazzetta dello Sport

DA MANET A CARAVAGGIO. IL 2017 SI METTE IN MOSTRA

(...) Sempre a Palazzo Reale, l’estate artistica si apre con due grandi mostre che hanno come protagonisti Vincenzo Agnetti e Giancarlo Vitali, due artisti lombardi che dalla storia dell’arte e dalla propria esperienza di uomini e artisti hanno elaborato linguaggi quasi sideralmente opposti.
(continua)
 

allegato: La Gazzetta dello Sport_19.1.17.pdf

La Provincia

19/01/2017

La Provincia

GIANCARLO VITALI. IL SEGNO E IL COLORE SENZA CONFINI

Il tributo a Vitali. Tra i grandi dell'arte.

"Un artista che corre in direzione ostinatamente contraria" lo ha definito, prendendo in prestito le parole di De André, Filippo Del Corno, assessore alla cultura del Comune di Milano durante la presentazione alla stampa del programma mostre 2017-2018. 
A Giancarlo Vitali, pittore amatissimo del nostro lago, ma ancora sconosciuto al grande pubblico, Milano dedicherà questa estate (da giugno a settembre) una grande mostra a Palazzo Reale dal titolo Time out, che rileggerà i suoi settant'anni di pittura, dalle opere giovanili a quelle più recenti. La mostra è stata annunciata ieri nel corso di una affollatissima conferenza stampa a Palazzo Marino dove il nome di Vitali è risuonato accanto a quelli, per fare qualche esempio, di Kandiskij, Caravaggio, Manet, pittori a cui verranno dedicate altrettante esposizioni.
(continua)

L'analisi. Velasco: "Va superata l'idea del pittore laghée" (allegato)

Le opinioni. Una rilettura critica su 70 anni di lavoro (allegato)

L'editoriale. Vitali: contemplo quel quadro di un mondo senza strappi (allegato)

scheda/1. Giancarlo, dal lago alla Cina. La scoperta di Testori (allegato)

scheda/2. Velasco, indagini e visioni. Premiato alla Berlinale (allegato)

 

allegato: La Provincia_19.1.17.pdf

Il Giorno

19/01/2017

Il Giorno

DA CARAVAGGIO A ANDY WARHOL CAPOLAVORI IN VIAGGIO VERSO MILANO

(...) Per l'estate, a Palazzo Reale, l'ostinato pittore a oltranza Giancarlo Vitali, di Bellano (Lecco), storicizzato da Testori, colpito da un suo coniglio squartato.

Dal lago. Giancarlo Vitali

Da giugno a settembre arriva a Palazzo Reale, la mostra "Giancarlo Vitali - Time out" una vasta antologica che presenta una rilettura critica di 70 anni di pittura. Accanto alle opere degli anni '80 e '90 esaltate da Giovanni Testori, una selezione di disegni e di incisioni.
(continua)

allegato: Il Giorno_19.1.17.pdf

Corriere della Sera

22/12/2016

Corriere della Sera

LE VOCI DEL (PROSSIMO) FUTURO

di Vincenzo Trione

2017 e oltre: i tempi per capire come cambia il mondo. L’anniversario del “Corriere” diventa un’occasione per gettare lo sguardo in avanti. Con diversi linguaggi.
L’arte di Giancarlo Vitali è una di queste voci.

Giancarlo Vitali (1929) ha un rapporto artistico con il “Corriere”. Il suo mentore Giovanni Testori, storica firma del quotidiano di via Solferino, che nel 1983 resta colpito dalla riproduzione di una sua opera in cui si vede un coniglio squartato. Da quel momento tra Vitali e Testori si stabilisce un intenso sodalizio. È il 1985 quando lo scrittore dedica all’amico pittore un articolo sulla terza pagina del “Corriere” e ne promuove una mostra a Milano. Forse rievocando quel lontano diagolo, Vitali ha realizzato un’opera nella quale recupera una pagina del “Corriere” e la tratta come materia da accartocciare e da maltrattare attraverso cromie di matrice informale.

allegato: Corriere della Sera_22.12.16.pdf